Lorenzo Accomasso

Sulla strada tra Alba e Barolo ci si imbatte nella deviazione per frazione Annunziata del comune di La Morra. Prendendo questa strada in salita, si trova sulla destra uno dei miei ristoranti preferiti, Osteria Veglio, dopo poche centinaia di metri, sul lato opposto, si può scorgere un piccolo cartello bianco con la scritta “Lorenzo Accomasso”. Sabato, con un gruppo di amici, abbiamo imboccato la stradina indicata e ci siamo trovati in un cortile, dove il tempo si è fermato almeno quarant’anni fa. Dopo aver parcheggiato le auto sotto un pergolato di viti, da una porticina di legno è uscito Lorenzo Accomasso, con il suo inseparabile cappellino in testa e ci ha detto: aspettate dieci minuti che devo finire con due ragazzi. Poco dopo ci ha accolto in una stanza colma di ricordi e bottiglie di vino, su un tavolo facevano già bella mostra una bottiglia di Barolo Rocche Riserva 2006, con la sua austera etichetta e sei ampi bicchieri. Accomasso ha iniziato a raccontarci l’andamento di questa annata, confidandoci che inizierà a vendemmiare il suo nebbiolo intorno al 20 ottobre. Nei suoi occhi si legge la voglia di fare molte cose e il rammarico di averne fatte ancora poche, ma a noi racconta così tanti aneddoti, che pare abbia vissuto tre vite: quella in riviera ligure quando era giovane, quella passata con la piccola squadra di calcio del paese e non per ultima quella tra le sue amate vigne, dalle quali non si vuole allontanare neanche alla sua età. Dopo mezz’ora il discorso vira verso la politica, si passa dalla Lega all’attuale governo, dalle tasse all’iva, dalla mancanza di lavoro alla crisi economica. Io inizio ad aver voglia di degustare il suo Barolo, forse me lo legge negli occhi, si alza, avvina i bicchieri e ci versa il vino.


Avvicino al naso il calice e una miriade di sentori mi invade. Dopo averlo degustato capisco il suo attaccamento a queste vigne e quanto possano dare. Lorenzo Accomasso si scusa di non avere altri vini da farci provare, la barbera e i dolcetti li deve ancora imbottigliare, forse con la prossima luna. Non posso tornare a casa senza una bottiglia di Accomasso e perciò gli chiedo se ne ha da vendermi, lui mi guarda negli occhi e mi dice: vanno bene due?. Prima di darmi le due bottiglie però mi fa degustare lo stesso barolo da una bottiglia aperta cinque giorni fa, orgoglioso mi fa notare come sia rimasto integro, anzi evoluto positivamente, poi guarda la bottiglia in controluce e mi dice questa la finisco io a cena.
Ci alziamo e gli chiedo se posso fare una foto con lui, mi abbraccia e mi dice: questa conservala che tra dieci anni varrà una fortuna.


Esco da casa Accomasso con due bottiglie di Barolo Rocche Riserva 2006 autografate dal “Cavaliere del Barolo” mi sembra di essere un bambino la mattina di Natale dopo aver scartato i regali sotto l’albero. Un ringraziamento a Lorenzo Accomasso, per un sabato pomeriggio che ricorderò sempre volentieri.

Ciao
GB

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