Lacrima di Morro d’Alba

I vini marchigiani di Morro d’Alba hanno una storia antichissima, la prima citazione in merito risale al 1167, grazie a Federico Barbarossa, durante l’assedio della città d’Ancona. La DOC è arrivata nel 1985, consolidando l’orgoglio e la tradizione delle cantine distribuite nel territorio. Il disciplinare impone l’utilizzo del vitigno lacrima per almeno l’85%, per il restante 15% è ammessa l’aggiunta di montepulciano e verdicchio.

La zona di produzione originariamente comprendeva solo il comune di Morro d’Alba, ora è stata estesa anche ai comuni di San Marcello, San Vito, Belvedere Ostrense e una parte di Senigallia, tutti territori in provincia d’Ancona. Il nome del vitigno risale sicuramente al presentarsi di alcune lacrime sugli acini ricolmi di essenza, tanto da rompersi, nei giorni precedenti alla vendemmia, quando il picciolo si scurisce di colore.

La lacrima di Morro d’Alba si abbina molto bene ai primi piatti con ragù di animali di basso cortile, salame ciauscolo e a secondi composti da carni bianche. L’accostamento può arrivare ad un brodetto di pesce o ad antipasti marinati a base di pesce azzurro. La temperatura consigliata di servizio del vino si aggira tra i 16-18°C. I calici non devono essere troppo importanti, in genere , perché questa tipologia di vino non necessita di lunghi affinamenti, prima di essere consumato.

Il vino degustato è stato prodotto dall’azienda Giusti – Lacrima DOC – 2012


100% vitigno lacrima, coltivato su vigneti esposti a sud, con rese molto al di sotto del limite massimo imposto dal disciplinare. La vendemmia viene eseguita in più passaggi, generalmente dopo il 20 settembre, con selezione dei grappoli più maturi. La fermentazione avviene a temperatura controllata in acciaio, mentre la malolattica è eseguita in legno.

Si presenta nel calice con un bel colore rosso rubino intenso, con alcune sfaccettature violacee nell’unghia. Al naso netti i sentori floreali che virano leggermente verso l’appassito. Frutta rossa piccola, come mirtilli, more e fragoline di sotto bosco. In bocca entra morbido, fresco e leggermente tannico. Buona persistenza gustativa e aromatica, con quel caratteristico sentore del vitigno che vira verso il dolce.

Ciao
GB

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